BIBART 2026 Biennale Internazionale d’arte contemporanea quinta edizione
di Ruggero Cairo
La quinta edizione della Bibart Biennale Internazionale d’Arte torna a illuminare il panorama artistico contemporaneo dal 10 luglio al 10 agosto 2026, intrecciando Bari e Martina Franca in un percorso culturale ricco e variegato. La manifestazione conferma la sua importanza come hub creativo e spazio di dialogo tra linguaggi, sensibilità e territori diversi, portando in scena pittura, scultura, grafica, installazioni, performance, cortometraggi, presentazioni letterarie e laboratori immersi nelle atmosfere cariche di storia e suggestione dei luoghi simbolo della città vecchia di Bari come il Museo dei pigmenti del colore presso Santa Teresa dei Maschi e la chiesa di San Gaetano.
A partire dal 18 luglio, e fino al 30 agosto, la rassegna si amplia a Martina Franca, ospitata nel Conservatorio di Santa Maria della Misericordia, consolidando così un itinerario culturale che supera i confini cittadini e coinvolge più comunità. Il filo conduttore di questa edizione è “La Speranza”, un tema di grande attualità e profondità che riflette l’urgenza di un sentimento fragile ma necessario in un mondo segnato da conflitti, crisi e incertezze globali. Parlare di speranza, attraverso le opere degli artisti partecipanti, significa invitare a uno sguardo coraggioso e propositivo che non nasconde le difficoltà, ma ne propone una lettura nuova e capace di generare vita e cambiamento.
Diretta dall’artista Miguel Gomez, noto per la sua forza espressiva e capacità di sintesi poetica, e organizzata dalle associazioni Federico II Eventi e Vallisa Cultura con il supporto della Fondazione Caracciolo de Sangro, la Biennale presenta un ventaglio di partecipazioni che testimoniano la sua vocazione sempre più inclusiva e internazionale: dalla Puglia alla Basilicata, dalla Lombardia all’Emilia Romagna, dal Friuli al Lazio, dall’Abruzzo al Montenegro, dalla Palestina alla Grecia emerge una fitta rete di scambi artistici e culturali.
Tra le novità più significative c’è l’introduzione di una sezione dedicata all’Art Brut, una scelta che amplia lo spettro artistico della manifestazione e ne rafforza il carattere innovativo e sociale. Questa collaborazione nasce dal dialogo tra Miguel Gomez e Pasquale Rubino, direttore artistico del progetto ArtBrut22, insieme alle associazioni Occhi Verdi e ventidue.tv, nate nel contesto del Gruppo Phoenix impegnato nella riabilitazione psichiatrica. L’Art Brut, arte autentica, spontanea e terapeutica, portata spesso alla luce da soggetti al margine delle dinamiche artistiche istituzionali, entra così nel cuore della Biennale, amplificando il suo messaggio di inclusione e cura.
Questa particolare corrente artistica, fatta di urgenza espressiva e autenticità, si pone come umile ma potente testimonianza di un’arte che cura e trasforma il dolore in forme visive capaci di emozionare e sorprendere. Introdurre l’Art Brut nella Bibart non significa solo valorizzare nuove voci, ma anche ridefinire i confini della creatività contemporanea, invitando il pubblico a una riflessione aperta e profonda sull’essenza stessa dell’arte e sulla sua funzione sociale.
Tra gli artisti protagonisti spiccano nomi già noti e apprezzati, cinque dei quali legati all’Associazione Espressioni d’Arte di Ostuni, realtà attiva e fondamentale nel tessuto culturale locale come Sergio Abbrescia, Cinzia De Vita, Fabrizio “Relè” Distante, Ferruccio Magaraggia e Biagio Monno.
Sergio Abbrescia, noto con lo pseudonimo LUSA, esprime nelle sue opere la tensione verso l’oltre, il desiderio di vedere oltre l’apparenza attraverso un linguaggio cromatico che trasforma il quotidiano grigio in un caleidoscopio di luci e colori. La sua arte è una forma di comunicazione universale, un invito a riconoscersi nel “cerchio della vita” e a condividere la bellezza come un gesto generoso e salvifico.
Cinzia De Vita, autodidatta nelle tecniche pittoriche, con la sua inclinazione per la scrittura e la pittura, crea un dialogo intenso tra uomo e natura, tra emozioni e forme, affidandosi all’uso sapiente di tempere acriliche per raccontare con delicatezza e profondità le sue visioni interiori.
Fabrizio “Relè” Distante si muove nel territorio dell’Espressionismo Astratto, traducendo in segni visivi liberi e potenti energie in continuo movimento. Il suo percorso, caratterizzato da una sperimentazione tecnica poliedrica che spazia dall’acrilico agli smalti industriali, lo ha visto tra i finalisti dell’Apulia Contemporary Art Prize nel 2024, confermando il suo ruolo di protagonista nel panorama artistico contemporaneo.
Ferruccio Magaraggia, artista leccese di adozione barese, unisce una formazione solida nell’incisione alle diverse tecniche pittoriche e materiche, muovendosi tra pittura, scultura, ceramica e stampa d’arte con uno sguardo che si addentra negli abissi dell’inconscio e dei sentimenti più profondi.
Biagio Monno, in arte Toy Blaise, interior designer e narratore per vocazione, utilizza materiali riciclati e un linguaggio cromatico essenziale per raccontare storie oniriche e denunciare le problematiche ambientali e sociali contemporanee. Le sue opere, animate da burattini che incarnano sentimenti e stati emotivi inconsci, sono espressioni di un universo sensibile e attento alle trasformazioni sociali. Il suo percorso, iniziato negli anni ’90, si intreccia con realtà associative e museali, consolidando il suo contributo significativo alla scena artistica locale e nazionale.
La Bibart Biennale 2026, con la sua ricchezza di linguaggi e prospettive, con la sua apertura a forme espressive non convenzionali come l’Art Brut, si conferma come un crocevia vitale e stimolante della creatività contemporanea, capace di riflettere sulle sfide del presente attraverso la potenza dell’arte e il valore della speranza. Un appuntamento irrinunciabile per chi vuole immergersi nel fervore di una cultura viva e in continuo divenire, capace di ispirare e trasformare.
