L’espressionismo astratto di “Relè” Distante alla Bibart di Bari

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Forme e segni oltre la percezione tradizionale della realtà


di Ruggero Cairo

Fabrizio Relè DistanteFabrizio “Relè” Distante è un artista contemporaneo che ha sviluppato un percorso creativo volto a sperimentare un linguaggio personale, capace di andare oltre la percezione tradizionale della realtà. Il suo stile si distingue per un’istintività decisa, caratterizzata da colori netti e da una sintesi estrema di forme e segni. Nei suoi lavori manca totalmente il figurativo per approdare a una dimensione altra, dove le figure perdono qualsiasi connotato realistico e si trasformano in rappresentazioni essenziali, talvolta favolistiche o addirittura oniriche.

La pittura di “Relè” Distante si configura come un insieme di linee che testimoniano il momento stesso in cui vengono tracciate, senza doversi interpretare in chiavi simboliche. Dinamico ed esuberante, l’artista utilizza diverse tecniche: dall’acrilico all’acquarello, dagli smalti industriali alle tecniche miste. Negli ultimi anni ha approfondito lo studio della calligrafia, integrandola nella sua ricerca espressiva e arricchendo così il proprio linguaggio visivo.

La sua pratica artistica si colloca nell’ambito dell’Espressionismo Astratto, contraddistinto da colature di colore e gestualità libere che traducono energia e movimento in segni visivi mentre le tonalità mediterranee delle sue palette richiamano le atmosfere calde e luminose del Sud.

La sua partecipazione alla Bibart Biennale d’Arte Contemporanea, ottenuta attraverso un concorso, rappresenta una conferma importante della validità e unicità del suo lavoro, nonché un incentivo a proseguire una ricerca sempre più profonda e culturalmente significativa. Per “Relè” Distante, terminare un’opera significa raggiungere un equilibrio interiore dopo aver creato qualcosa di nuovo e vibrante ogni volta.