Lucia Cairo e Piero Palmisano, due stili e due tecniche diverse in chiave contemporanea.
di Ruggero Cairo
Dal 14 al 20 agosto, la suggestiva cornice della Chiesa dello Spirito Santo di Ostuni ospita “Oltre il figurato”, una la bipersonale , firmata dall’associazione Espressioni d’Arte. Protagonisti di questa mostra sono due artisti dai percorsi espressivi molto diversi, ma entrambi capaci di donare nuove emozioni attraverso il linguaggio pittorico. Lucia Cairo e Piero Palmisano si confrontano e dialogano in una mostra che celebra la molteplicità del figurativo contemporaneo.
Piero Palmisano propone un figurativo che rispetta e interpreta la realtà, avvicinandosi a un realismo appassionato e delicato. La sua pittura utilizza tecniche tradizionali con grande maestria, donando ad ogni tela una profondità d’animo unica. In ogni suo dipinto si percepisce il rispetto per i dettagli, per la luce che conferisce vita alle forme e per le sfumature emotive che raccontano storie intime. Guardare un’opera di Palmisano equivale a intraprendere un viaggio nell’essenza stessa delle cose, a lasciarsi sedurre da quell’armonia tra colore e forma che sa parlare direttamente all’anima dello spettatore.
Dall’altro lato, Lucia Cairo interpreta la realtà attraverso una chiave più libera e innovativa, proponendo un figurativo rivisitato che nasce dal frazionamento degli elementi. I colori che utilizza sono quelli vivi del quotidiano, pulsanti come il suo Sud, terra alla quale è profondamente legata da un sentimento arcaico e autentico. Le sue opere sono un gioco sapiente di composizione e scomposizione di forme e colori, dove spazio e immagine si fondono per creare una concretezza nuova, vibrante e originale. I suoi quadri diventano così delle tessiture di emozioni e memorie, in cui ogni frammento racconta una parte di un mondo interiore ricco di vitalità.
“Oltre il figurato” è un’esperienza coinvolgente che invita i visitatori a esplorare due visioni artistiche complementari, dove il classico e il contemporaneo si intrecciano senza rinunciare all’identità personale degli autori. Il confronto tra il rigore di Palmisano e la frammentazione cromatica di Cairo crea un dialogo stimolante e appassionante, capace di aprire nuovi orizzonti interpretativi al concetto di figurazione.
La Chiesa dello Spirito Santo diventa così uno scrigno prezioso, dove l’arte assume un ruolo di ponte tra passato e presente, tra tradizione e innovazione, celebrando l’infinita ricchezza del linguaggio visivo.
