Giuliana Bellini

Giuliana Bellini

 

 

vive ed opera a Milano
Rec. Telefonico: 3391224813
e-mail: fgiuliana.bellini@fastwebnet.it

 

 

 


Giuliana è nata a Castel d’Ario (MN) e ha il suo studio a Milano, dove vive e lavora.
1974 – diploma di ceramista presso la scuola Cova di Milano. 1982-1986 – ha frequentato il corso di pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano sotto la guida del Prof. G. Ortelli, laureandosi nel 1986 con una tesi di incisione su A. Burri, sotto la guida del prof. A. Occhipinti. 1987 – ha seguito il corso di Tecniche di Incisione nei corsi estivi presso la Scuola Internazionale di Grafica di Borgholm, Svezia.

Giuliana Bellini avvia nel 1982 una ricerca artistica incentrata sul segno, sul colore e sui concetti fondamentali di “linea, punto e superficie”. Il suo lavoro nasce dal desiderio di superare la bidimensionalità della pittura, trasformando questi elementi astratti in forme tridimensionali, dinamiche e vitali.

La creatività di Bellini è profondamente stimolata dall’osservazione delle forme biologiche e, in particolare, dall’aspetto delle cellule viste al microscopio. Queste strutture diventano il punto di partenza per una personale riflessione sulla vita, sulla trasformazione e sulla materia. L’artista le interpreta attraverso la pittura, utilizzando olio su tela, acrilici, pigmenti e grafite, ma arricchendo la superficie con materiali estranei alla tradizione pittorica: lamine d’ottone, chiodi dorati e foglie d’argento.

Le sue opere si sviluppano attraverso collage, impronte di carte colorate e interventi manuali che danno origine a forme tagliate, cucite e stratificate. In alcuni casi, la tela viene aperta o lasciata parzialmente trasparente, permettendo allo spettatore di intravedere lo spazio retrostante e di percepire l’opera come un organismo in trasformazione. A queste creazioni appartengono i *bios*, forme cellulari trasparenti realizzate con vinavil colorato.

Parallelamente, Bellini realizza opere tridimensionali impiegando reti di ferro zincato, rivestite con carta velina e colla colorata oppure con polietilene fuso a caldo. Queste strutture, denominate *virus* e *germi*, evocano presenze microscopiche, instabili e proliferanti.

La sua ricerca culmina nelle installazioni, concepite in rapporto diretto con l’architettura e con la struttura dello spazio espositivo. Ogni intervento considera inoltre la possibile interazione del pubblico, invitato a confrontarsi con opere che non sono semplici oggetti, ma ambienti vivi, aperti alla percezione e all’esperienza.